L’idea è quella di progettare uno spazio culturale aperto, che sia motore di un’attività culturale più ampia, che coinvolga più persone nello stesso ambito e che allo stesso tempo permetta di conoscere la vita e le opere dello scultore Gianluigi Giudici.
Un unico luogo sviluppato su due livelli. Un luogo che permetta due fruizioni molto diverse tra loro, una più aperta, flessibile, multifunzionale; una più introspettiva, più riservata, di riflessione.
Il primo livello è lo spazio di condivisione, aperto sulla galleria si offre agli sguardi dei passanti. Essendo questo lo spazio principale e visto il suo carattere pubblico, l’intervento vuole sfruttare il massimo della sua altezza. Per questo motivo non viene sviluppato un plafone ribassato continuo ma elementi puntuali che definiscono un’altezza di riferimento. Questi elementi garantiscono a loro volta l’illuminazione generale e specifica della sala.
Il livello superiore, caratterizzato dall’essere uno spazio completamente chiuso e da un’altezza ridotta di plafone, è il luogo dell’introspezione. Qui è raccolta la maggior parte dei gessi e qui la gipsoteca trova la sua dimensione più contemplativa. Principali caratteristiche di questo spazio: l’Illuminazione puntuale e l’annullamento delle superfici che definiscono lo spazio.